06/07/2009

Rivestimento nanocristallino metallico

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La tecnologia nasce per risolvere il problema di corrosione e consumo delle pale di turbina nelle centrali idroelettriche del Nord America: a causa dello scioglimento dei ghiacci, l'acqua non è più pura come quella proveniente dallo scioglimento della neve, ma contiene polveri geologiche che, a causa dell'alta energia di impatto, erodono il metallo delle turbine. Poiché il trattamento si applica a bassa temperatura, è nata l'idea di applicarlo alle materie plastiche per aumentarne le caratteristiche meccaniche e termiche. Le prime prove sperimentali hanno dato risultati eccezionali: il film metallico nanostrutturato conferisce al componente plastico caratteristiche simili e in alcuni casi superiori rispetto all'acciaio. Si tratta dunque di una nuova tecnologia che permette di rivestire materiali polimerici comuni (poliammidi, policarbonato, resine acetaliche, ABS, blend polimerici, etc.) con un sottile strato di metallo nanocristallino; questo rivestimento è in grado da solo di  implementare le proprietà meccaniche e termiche dei polimeri, rendendoli perciò competitivi con i metalli, dal punto di vista strutturale e della stabilità alle alte temperature.

Il nanocoating, semplificando, è in grado di trasformare il polimero in un materiale metallico, senza interferire con le tolleranze dei componenti (spessori di deposito di 25-200micron) e le dimensioni del pezzo. Questo permette di utilizzare materiali polimerici "poveri" per realizzare il componente iniettato; in particolare si può pensare di utilizzare anche polimeri provenienti da riciclo, riuscendo così a nobilitare prodotti che andrebbero smaltiti o utilizzati per la produzione di oggetti secondari (non strutturali e prestazionali). Si possono quindi abbinare i vantaggi dello stampaggio delle materie plastiche, in termini di grandi volumi, bassi costi di produzione e forme complesse, con le peculiarità dei metalli, come elevato modulo elastico e resistenza alle alte temperature.

 

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